Ranaba

So.De nei quartieri

negozi e botteghe

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Ranaba

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A Dergano dal 2006, Claudia allora si occupava di giornalismo, architettura e design.
Poco dopo il suo trasferimento, inizia a dedicarsi a progetti per il quartiere ed è proprio nel corso di uno di questi che scopre il suo amore per la ceramica:“c’è sempre stato in me questo movimento tra la manualità e il pensiero” (cit.)

Oggi quella passione si è trasformata in un grande spazio colorato e pieno di creatività! Visitandolo, troverai curiose produzioni in ceramica e altre tipologie di oggetti che riempiono ogni angolo dell’atelier. @RanaBa, infatti, oltre che luogo di produzione ed esposizione, é anche un accogliente co-working per i creativi di quartiere e sede dei corsi di ceramica tenuti dalla stessa Claudia.
Andate a trovarla, non mancherà di offrirvi un buon caffè e belle chiacchiere!

Intervista

Nel 2006 si trasferisce a dergano con il marito e la prima figlia piccola, allora il quartiere era ancora una zona accessibile per comprare casa. All’epoca claudia faceva la giornalista per riviste di design e architettura. Dopo la crisi del 2008 inizia a lasciare la carriera da giornalista e a dedicarsi a progetti per il quartiere, per cui decide di costituire un’associazione chiamata dedep (design democratico partecipato) con cui cerca di portare il design nel quotidiano (in linea con il design dei servizi) organizzando attività e laboratori aperti al quartiere.

Questo progetto nasce dalla percezione di una grande potenzialità del quartiere in cui però all’epoca mancava ancora una proposta concreta: “sentivo che il quartiere era forte potenzialmente, ma ancora non c’era nulla“ Con la partecipazione al bando cariplo dedep e altre associazioni di zona si occupano anche della riqualificazione del passaggio pedonale Butti-Guerzoni. In quell’occasione claudia ha l’idea di valorizzare un muro del passaggio con delle piastrelle di ceramica e coinvolge le scuole del quartiere e il ceramista Puzzo di via Guerzoni. “mentre facevo le piastrelle pensavo “non so niente, non posso sempre inventare!” capisce che vuole davvero imparare a lavorare professionalmente la ceramica e fa un corso che inizialmente doveva essere di 6 ore e alla fine è durato 2 anni. c’è sempre stato in me questo movimento tra la manualità e il pensiero”. Inizialmente produceva degli oggetti in ceramica in casa, poi ha iniziato a ricevere anche qualche ordine e a quel punto lavorare in casa era diventato impossibile. In quel periodo ha conosciuto Davide che aveva lo spazio dove adesso c’è il laboratorio e ne ha subaffittato una parte. Il lavoro giornalistico era ormai concluso e anche i progetti per il quartiere si erano concluso. Lei e Davide hanno deciso di affittare tutto il lab e creare un coworking dal 2016, a maggio di quest’anno la proprietaria ha deciso di vendere il lab e Claudia l’ha comprato. Subito dopo si è trasferita con la famiglia in un appartamento sopra il lab. “il mio lavoro è gestire lo spazio, i corsi e la produzione”

-come hai visto cambiare il quartiere in questi anni? “all’inizio per me era un po’ scioccante, non è un quartiere lontano dal centro ma era fortemente percepito come una periferia”. In realtà quanto è venuta qui ha capito che era ben servito, ma veniva trattato come periferia e alcuni servizi come la raccolta della spazzatura venivano un po’ trascurata e questo dava un’idea generale di disagio. 

-cosa ne pensi della recente riqualificazione del quartiere? dai racconti tantissimi appartamenti al pian terreno erano negozi, cosa che rendeva il quartiere molto vitale. ora è in atto una riqualificazione ma in realtà dai racconti il quartiere era molto più vivo allora. adesso c’è questa tendenza a rendere i piani terra appartamenti che secondo me non farà bene.

-per quanto riguarda la gente…. Quando lavoravo ai progetti per il quartiere lavoravo con un gruppo di genitori connessi alla scuola, “poi un giorno andando a messa alla chiesa di S. Nicola mi sono resa conto che c’erano tantissime persone che non avevo mai visto, la chiesa era pienissima! allora ho pensato che ci sono persone molto molto diverse che magari non si incontrano mai”

“resta però, almeno fino ad adesso, un’atmosfera da paese, che ha aspetti positivi e negativi, ad esempio quando vado a dormire mi immagino che tutti in quel momento stanno andando a dormire, che ci sia una bella rete di persone che ti possono aiutare e che tu puoi aiutare”

la cosa negativa è la chiacchiera e succede anche che ti possano prendere di mira a causa della voglia di primeggiare.

Io ho vissuto in 3 quartieri diversi di Milano, la prima era una zona che non aveva bisogno di niente, in cui non si sente l’esigenza di cambiare qualcosa, nella seconda zona era tutto un po’ più brutto. ma “secondo me è anche una questione di architetture: a dergano rimangono le case basse, le vie piccole e strette che danno un senso di accoglienza, di salotto”. poi ci sono delle zone molto graziose e altre che invece sono rimaste un po’ degradate, quindi c’è ancora molto da fare.

“quando sono arrivato qui a me è piaciuto tantissimo questo aspetto: il fatto che abbia risvegliato, acceso (io non sapevo nemmeno di poterlo fare) in me questa voglia, questa energia di cambiare. e sai che puoi farlo tu, che puoi metterti in prima linea. e secondo me questa cosa da cittadino è meravigliosa!

Questa possibilità che il quartiere offre, esiste ancora. per esempio rispetto a quando io ho iniziato ora ci sono molte più reti, più persone che hanno voglia e ci mettono la faccia.”

c’è una capacità anche mediatica molto interessante

-posti del cuore

il passaggio butti-guerzoni per il lavoro che c’è stato dietro

il parco di via livigno

il mio giardino

“mi piace molto andare dai Puzzo, i ceramisti di via Guerzoni. è a conduzione familiare e ognuno ha un ruolo preciso all’interno della bottega e gira tutto benissimo, e mi piace perchè senti il lavoro, senti l’artigiano, puoi chiacchierare ed è molto divertente. questo è un posto storico per me, ci andavo con le mie figlie per farle conoscere i tempi lenti della ceramica”

il falegname Franco Bevilacqua in via Pietramellara 8, anche lì si chiacchiera…chiacchiera…chiacchiera…

In generale si chiacchiera molto a Dergano

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